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PREMESSO che, il Senato della Repubblica ha approvato in data 3 marzo 2010, con i soli voti dell'attuale maggioranza di Governo il ddl 1167-b “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”;
che, il Capo dello Stato ha rinviato alle Camere il suddetto ddl chiedendo una nuova deliberazione per l'estrema eterogeneità della legge e in particolare per la complessità e problematicità di alcune disposizioni costringendo il Governo e la maggioranza, chiuse al confronto con le opposizioni, a correggere alcuni punti valutati in contrasto con i principi e norme inderogabili;
che, a seguito di riesame alla Camera del collegato lavoro, sono state portate positive modifiche al testo originario, anche grazie ad un emendamento PD relativo alla clausola compromissoria, diretto a rendere la scelta del lavoro effettivamente libera; approvato sulla clausola compromissoria
RITENUTO
che, l'attuale Governo e l'attuale maggiornaza abbiano messo in atto sin dal loro insediamento, un'azione sistematica diretta a ridurre progressivamente e drasticamente le tutele del lavoro e l'aumento della precarietà;
che, tale risultato si è sviluppato attraverso una serie di interventi chirurgici mirati diretti dapprima, a sostituire la concertazione con la “complicità” e cercando di dividere le parti sociali per guadagnare il controllo dei processi economici e sociali in atto, fino all'adozione di una serie di provvedimenti riduttivi delle tutele al lavoro che trovano accoglimento nel cd “collegato lavoro”;
che, tra i primi esempi di tale strategia di attacco al lavoro possono individuarsi nella cancellazione delle norme relative alla protezione delle lavoratrici dalle dimissioni in bianco, nella reintroduzione del lavoro a chiamata e staff leasing, nella riduzione della durata dell'obbligo scolastico consentendone il completamento attraverso un anno di apprendistato;
che, attraverso il collegato lavoro in sua prima stesura, si è tentato di introdurre nel nostro ordinamento meccanismi diretti a svuotare e stravolgere il diritto del lavoro e i suoi fondamenti in evidente contrasto con la nostra Costituzione, in particolare laddove si prevede la devoluzione delle controversie di lavoro all'arbitrato, anziché alla Magistratura ordinaria;
che nonostante le postitive modifiche apportate, il Collegato Lavoro continua ad essere un provvedimento complessivamente negativo per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici;
che, l'attuale sistema di norme legislative e contrattuali che regolano e tutelano il lavoro sia frutto di una storia civile di grande valore espressione di unitarietà del mondo del lavoro e di civiltà giurisprudenziale e quindi da difendere verso una prospettiva di ampliamento e non di riduzione;
Il CONSIGLIO PROVINCIALE(COMUNALE) DI SIENA (o altrove) VALUTA
gravissime le scelte della maggioranza Parlamentare e di questo Governo, che ha furbescamente rinunciato ad un attacco diretto alle norme contenute nello Statuto dei Lavoratori, in quanto foriero di ripercussioni in termini di consenso, procedendo attraverso il depotenziamento delle norme di legge e contrattuali vigenti.
Assolutamente come negativi i contenuti e le conseguenze che il collegato lavoro avrà sulle lavoratrici e sui lavoratori soprattutto precari e sulle nuove generazioni. Infatti l'obiettivo non dichiarato, è quello di lasciare i lavoratori ancora piu' soli nella libera dinamica dei rapporti di forza con il datore di lavoro, introducendo la possibilità di derogare anche in peggio alla legge e ai contratti collettivi nazionali determinando il diffondersi di un vero e proprio dumping sociale
inadeguata la politica economica di questo Governo e Maggioranza rispetto ai problemi strutturali dell'Italia
ESPRIME quindi
totale contrarietà al cd “collegato lavoro” di cui in premessa sia nelle sue finalità generali che nei suoi contenuti specifici soprattutto laddove • colpisce il sistema delle tutele del lavoro; • lascia i lavoratori presenti e futuri e soprattutto le donne e i giovani ancora piu' indifesi • introduce nuova precarizzazione • attacca il diritto all'istruzione • ridimensiona le procedure e le sanzioni per il contrasto al lavoro sommerso • ammette la deroga dei CCNL da parte di accordi di sindacati con rappresentatività esclusivamente territoriale • restringe le condizioni per la concessione dei contratti part-time nelle PA • sostituisce i Comitati pari Opportunità con organismi dedicati a promuovere genericamente il “benessere lavorativo” • cancella la responsabilità penale verso i lavoratori esposti all'amianto sui mezzi aerei e navali di stato • differisce ulteriormente i termini per l'esercizio della delega sui lavori usuranti, sulla riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per l'impiego, dell'apprendistato e delle misure per favorire l'occupazione femminile RITIENE
errato e fuorviante il messaggio politico che cerca di raffigurare il quadro delle tutele del lavoro come concausa dell'attuale crisi economica
moralmente e civilmente doveroso invece, impegnarsi per denunciare l'attacco ai diritti dei lavoratori e al valore del lavoro e quindi della persona, per diffondere la conoscenza dei contenuti del collegato lavoro affinché sia acquisita la massima consapevolezza di una rivoluzione storica che vedrà, se varata, cancellata la nostra storia e il nostro futuro. |